Ciclo di conferenze “Gli Etruschi senza mistero” - La morte in Etruria

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Sala della Fortuna

19 aprile, 2018 - conferenza

Ciclo di conferenze
"Gli Etruschi senza mistero"
Storia, fortuna, miti e presunti "misteri" di un popolo che ha "fatto" l'Italia in un ciclo di conferenze comprese nel biglietto del museo

La morte in Etruria
Giovedì 19 aprile 2018, ore 17.00

locandina conferenza morte in etruria 19 aprile 2018

 

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I vivi credono di piangere i loro morti e invece piangono una loro morte, una loro realtà che non è più nel sentimento di quelli che se ne sono andati

La morte è l'unica esperienza della vita che coinvolge ineluttabilmente tutti ma che tutti possono conoscere solo attraverso l'esperienza degli altri, come ha colto efficacemente Pirandello nella frase citata in epigrafe. L'antropologia ha codificato nella forma concettuale del rito di passaggio quanto gli antichi avevano già esemplificato attraverso la metafora del viaggio e della transizione. I momenti e gli atti che ruotano intorno alla morte, per la sua condizione di assoluta liminarità, costituiscono dunque il fulcro di un'esperienza collettiva e il tramite necessario per il superamento di quella soglia (limes) che ci permette di transitare da una condizione che non è più a una nuova dimensione, variamente concepita da cultura a cultura. In questo senso la morte è per eccellenza la metafora del confine; di un limite che, paradossalmente, viene raggiunto solo nel momento in cui non siamo più e, dunque, non possiamo più raccontarlo. E, in quanto tale, un confine contribuisce a codificare e rafforzare - fittiziamente - l'identità delle realtà che vivono ai suoi margini. Anche per questo, la morte può contribuire a definire l'idea e la percezione dell'identità che ciascuno di noi (singolarmente e/o collettivamente) si attribuisce, poiché è il culmine - naturale o meno - di un'esistenza e, al tempo stesso, l'atto estremo dell'esperienza terrena. È l'unica storia che non possiamo raccontare ma è anche quella attraverso la quale gli altri possono raccontare noi stessi o la percezione che, pirandellianamente, essi hanno avuto della nostra realtà o, meglio, di se stessi attraverso la nostra realtà. Ma la morte, ovviamente, è anche un atto biologico, nel corso del quale il cadavere subisce una metamorfosi che lo fa transitare dalla dimensione corporea a quella minerale, tornando materia, in un processo che può essere alterato casualmente e/o intenzionalmente dalla natura e dalla cultura, dando luogo a pratiche rituali e/o culturali di ricodifica simbolica della nostra essenza terrena, anch'esse variabili da società a società in relazione alla percezione che ciascuna di esse può avere della dialettica tra vita e morte e tra morte e ciò che si suppone ne segua.

I contesti funerari, sotto tale punto di vista, sono la chiave di lettura più importante di cui l'archeologia può avvalersi per la decifrazione di questi codici e per la ricostruzione di un messaggio che dalla morte riconduce alla vita. Gli oggetti, quindi, diventano le parole di un racconto che aspetta solo di essere ricostruito e narrato.

Di tutto questo e molti altri aspetti del Morire in Etruria si parlerà nell'ultima conferenza del ciclo "Gli Etruschi senza mistero", iniziato lo scorso novembre e curato dal Direttore del Museo, Valentino Nizzo, che ci guiderà in questo percorso anche alla luce dei risultati emersi nel suo recente volume Archeologia e Antropologia della Morte: Storia di un'Idea (Bari, Edipuglia, 2015), sul quale è stato incentrato un convegno internazionale in tre volumi (Archeologia e Antropologia della Morte) che sarà presentato ufficialmente al pubblico in occasione della prossima edizione della manifestazione culturale Romarchè, in programma dal 24 al 27 maggio presso il Museo di Villa Giulia.

 

Il ciclo di conferenze: Gli Etruschi senza Mistero

Villa Giulia ottobre 2017-maggio 2018

 

«È in verità impressionante il constatare che, per due volte nel VII secolo a.C. e nel XV d.C., pressoché la stessa regione dell'Italia centrale, l'Etruria antica e la Toscana moderna, sia stata il focolaio determinante della civiltà Italiana».

Con queste parole Jacques Heurgon, uno dei massimi etruscologi del XX secolo, rifletteva con stupore quasi entusiastico sulla mirabile coincidenza tra la grandezza delle genti toscane nel periodo cosiddetto Orientalizzante, prima, e in quello Rinascimentale, poi. Perché allora non coinvolgere un pubblico il più ampio possibile in una riflessione sul mondo etrusco, nella cornice di una delle Ville più importanti e suggestive del Rinascimento italiano, scelta come dimora per la raccolta più rappresentativa al mondo di materiali relativi al popolo etrusco? Così è nata l'idea di promuovere e ospitare presso la Sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia un ciclo di "lezioni" volte ad approfondire, anche alla luce delle più recenti scoperte archeologiche, gli aspetti di maggior interesse della storia e della cultura degli Etruschi, cercando di sfatare qualche "mito" e di svelare qualche presunto "mistero", senza nulla togliere al fascino che avvolge da secoli una delle civiltà più importanti dell'Italia preromana.

 

Il ciclo di conferenze è curato da Valentino Nizzo, Direttore del Museo.
Le conferenze, della durata di circa un'ora/un'ora e mezzo, avranno luogo uno o due giovedì al mese da ottobre a maggio.
La partecipazione è inclusa nel costo del biglietto, con le riduzioni e le gratuità previste per legge.
L'ingresso è gratuito per i titolari dell'abbonamento.

Su richiesta verranno rilasciati attestati di partecipazione per gli usi consentiti per legge.
Non è necessaria la prenotazione. L'accesso sarà possibile fino a esaurimento dei posti disponibili.

 

Per vedere i video integrali delle precedenti conferenze
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screenshot settima puntata

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"
Il popolo più religioso: la disciplina etrusca"

 

 screenshot la donna etrusca

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La donna etrusca"

 screenshot conferenza fumetti

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"
La fortuna degli Etruschi: L'eredità degli Etruschi
dalla genetica ai fumetti"

 

 screenshot quarta puntata etruschi senza mistero

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"
La fortuna degli Etruschi: dal Risorgimento al Fascismo"

 

 screenshot terza puntata

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"
La fortuna degli Etruschi: dal Rinascimento all'Illuminismo"

 

 

screenshot seconda puntata youtube

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"
La fortuna degli Etruschi: dall'antichità al Medioevo"

screenshot prima puntata youtube

 

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"
La scoperta degli Etruschi: il mistero delle origini"

 

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